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    Intervento dell’ on. VITO in merito al decreto-legge sulle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia

     

    Vito

    Intervento on. ELIO VITO: “Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 10 ottobre 2013, n. 114, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione (A.C. 1670-A/R)” 

    PRESIDENTE. Riprendiamo l’esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l’allegato A – A.C. 1670-A/R), con l’ordine del giorno Vito n. 9/1670-A-R/1, sul quale il Governo ha espresso parere favorevole.
    Deputato Vito, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/1670-A-R/1 ?

    ELIO VITO. Signora Presidente, onorevoli …

    PRESIDENTE. Mi scusi. Chiedo all’Aula di essere un po’ attenta e silenziosa, se possibile, anche perché poi procediamo subito con i voti. Prego, presidente Vito, a lei la parola.

    ELIO VITO. Grazie a lei, signora Presidente, anche per questa dimostrazione di attenzione.
    Io ringrazio il Governo del parere favorevole espresso sull’ordine del giorno. Tuttavia, ritengo, per l’alto valore politico e istituzionale che l’ordine del giorno stesso rappresenta, di doverle chiedere di metterlo ai voti.
    Brevemente – ieri l’ho illustrato –, si tratta dell’ordine del giorno condiviso dai rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, della Commissione difesa e del Parlamento, di vicinanza, di solidarietà ma anche di impegno al Governo rispetto a nuove iniziative sulla vicenda dei nostri due fucilieri di Marina, ancora trattenuti, dopo oltre seicento giorni, ingiustamente in India.
    Colleghi, è il primo voto che il Parlamento italiano dà su questa vicenda, sulla quale più volte ci siamo trattenuti, sia in Commissione sia in Aula, e credo significativo che questo voto avvenga in maniera unanime, a testimoniare l’unità delle forze Pag. 4politiche e delle nostre istituzioni parlamentari, per dare forza nella comunità internazionale e nella vicenda bilaterale con l’India al nostro Governo.
    Noi intendiamo, signora Presidente, pubblicamente ringraziare i nostri due fucilieri di Marina per l’onore, il senso di dignità e di responsabilità con il quale stanno affrontando una vicenda difficile e dolorosa per loro e per le loro famiglie, perché hanno vissuto questa vicenda mentre compivano il loro dovere in acque internazionali, il loro dovere di militari del nostro Paese impegnati in missioni internazionali. Riteniamo che esprimere il voto unanime del Parlamento di vicinanza, di solidarietà e di impegno del Governo ad ulteriori sforzi affinché la vicenda si concluda positivamente, con onore e con il rientro da persone, cittadini e militari liberi di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sia il modo migliore per rappresentare all’estero la nostra volontà e la nostra intenzione, ossia che quando si tratta di difendere l’onore dell’Italia, i nostri interessi nazionali, le nostre Forze armate e i nostri militari impegnati nelle missioni internazionali il Parlamento italiano sa farlo all’unanimità, senza distinzioni, senza speculazioni, senza strumentalizzazioni e voti di parte.
    Per questo, chiedo alla Camera di sostenere con questo voto un ordine del giorno – ripeto – sottoscritto da tutte le forze politiche, che anche per questo intendo ringraziare.

    [...]

    ELIO VITO, Presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ELIO VITO

    Signor Presidente,

    innanzitutto per rivolgere un invito, un appello ai colleghi presentatori di questo ordine del giorno e anche degli altri, se ce ne sono su questa stessa materia, ma non credo. Noi su questa vicenda, onorevoli colleghi, non possiamo permetterci di dividerci, ciascuna forza politica naturalmente può avere – ed è giusto che abbia – le proprie valutazioni sulla missione internazionale anti-pirateria, sulle modalità con le quali questa missione deve essere interpretata ed attuata, ma la vicenda specifica è una vicenda rispetto alla quale, ripeto, il Parlamento non può dividersi e non si è diviso, per questo ho ringraziato tutte le forze politiche, comprese naturalmente quelle del gruppo del presidente La Russa e del presidente Cirielli che hanno sottoscritto l’ordine del giorno della Commissione difesa.
    Io credo che voler adesso dividere il Parlamento, ottenere un voto di parte di approvazione o di contrarietà di una parte del Parlamento per poter testimoniare che c’era qualcosa di più di quello che si poteva fare o non fare o dire o non dire con l’ordine del giorno che è stato approvato oggi, non sia un buon contributo alla causa che tutto il Parlamento ha inteso fare questa mattina. Tra l’altro, conoscendo, come li conoscono il presidente Cirielli e il presidente La Russa, lo spirito di appartenenza, di orgoglio e di dedizione dei nostri militari, credo di interpretarlo sicuramente in maniera inadeguata rispetto a tanti altri colleghi, ma immagino – non dico so per certo, ma immagino – che nessun militare oggi impegnato nelle missioni internazionali di pace, anche i militari che sono stati impegnati o che sono impegnati attualmente nelle missioni anti-pirateria nell’Oceano indiano, intendano ritirarsi e vedano con favore un voto del nostro Parlamento, sia pure legato a ragioni così particolari come quelle dell’ordine del giorno del presidente La Russa, che impegni il nostro Governo ad un loro ritiro.
    Quindi, mi permetto di insistere affinché l’ordine del giorno Rampelli n. 9/1670-A-R/43 possa non essere messo ai voti, è stata una testimonianza di una parte politica, come tale resterà agli atti dei nostri lavori, ma colleghi, non facciamo in modo che dopo aver raggiunto una importante unità del Parlamento su questa vicenda, questa unità oggi possa essere indebolita dopo poche ore da un voto diverso che il Parlamento sarebbe costretto a dare in maniera divisiva sulla stessa vicenda con un altro ordine del giorno.

    PRESIDENTE. Onorevole Vito, non so se posso interpretare le sue parole dicendo che forse conviene accantonare per un attimo questo ordine del giorno intanto che i proponenti riflettono sulla sua proposta, sulla sua richiesta, se siete d’accordo.