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    Dichiarazione di voto sulla questione di fiducia dell’ on. PALESE e dichiarazione di voto finale dell’on. VITO

     

     

    Palese

     

    Disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 114 del 2013: proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia

    ON. ROCCO PALESE

    Signor Presidente,

    onorevoli colleghi, con le missioni internazionali l’Italia svolge un ruolo importante nello scenario internazionale, un ruolo che rappresenta un punto fermo della politica di difesa e di sicurezza del nostro Paese e che ci vede in aree geopolitiche complesse, le quali, con l’impegno e la preparazione delle nostre Forze armate e di polizia e anche di soggetti che fanno cooperazione, contribuiamo a stabilizzare e a condurre verso processi di democrazia e di sviluppo; si tratta di un impegno che rappresenta una sostanziale continuità della nostra politica estera, quindi una continuazione di credibilità e affidabilità del nostro Paese sullo scenario internazionale.

    In particolare, il provvedimento all’esame della Camera rifinanzia le missioni internazionali nelle aree di crisi, dove sono impegnati i contingenti italiani e gli interventi di cooperazione allo sviluppo e al sostegno dei processi di ricostruzione, nonché la partecipazione italiana alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace, ovvero le missioni ISAF ed Eupol in Afghanistan, la partecipazione del contingente italiano in Libano, missione UNIFIL, la prosecuzione della presenza militare italiana nei Balcani, la prosecuzione delle missioni dell’Unione europea in Somalia, nel Corno d’Africa e nell’Oceano indiano, la partecipazione alla missione dell’Unione europea in Libia, EUBAM.
    L’Italia ha partecipato, negli ultimi venti anni, a oltre 130 missioni militari all’estero, sia in ambito NATO, che in ambito Unione europea, che in ambito ONU.
    Si tratta ora di consolidare e arricchire questo percorso con le iniziative di assistenza, ma soprattutto di capacità di organizzazione che si potranno realizzare nel contesto di tutti i Paesi citati.

    Il nostro contributo agli sforzi della comunità internazionale per promuovere la pace e la sicurezza collettiva è di fondamentale importanza e questo nostro sforzo è ancora più necessario nel momento in cui la crisi economica e finanziaria alimenta, a livello globale, tensioni politiche e sociali così gravi e in cui emergono, ancora più fortemente, rischi di instabilità anche ai confini del nostro Paese.
    Assicurare il nostro apporto a missioni dell’ONU, della NATO e dell’Unione europea è di interesse nazionale per l’Italia, non solo perché è il modo migliore per alimentare la nostra sicurezza, ma anche per rafforzare una gestione multilaterale della crisi in uno spirito di piena condivisione internazionale dello sforzo.
    La nostra partecipazione, con piena lealtà verso gli alleati, alle operazioni in scenari di crisi, sostiene anche la credibilità internazionale del nostro Paese. Quanto più lealmente ci assumiamo le nostre responsabilità, tanto più riusciamo a condizionare le scelte di quegli organismi multilaterali sulla cui crescita e consolidamento stiamo investendo per rafforzare la nostra sicurezza nazionale e collettiva.

    Il nostro Paese è chiamato ad essere protagonista in più dimensioni, europea, atlantica, meridionale, mediterranea e globale. Sono ambiti in cui il nostro contributo all’azione della comunità internazionale ha permesso di raccogliere frutti significativi.
    Pensiamo ai Balcani, dove Paesi importanti che, fino a dieci anni fa, erano colpiti da tensioni e instabilità, sono oggi diventati contributori di sicurezza. Albania e Croazia sono oggi membri della NATO (la Croazia a breve diventerà il ventottesimo Stato membro dell’Unione europea) e così la Bosnia-Erzegovina, il Montenegro, l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia contribuiscono alla missione ISAF in Afghanistan. La consapevolezza di questi risultati ci deve spingere a proseguire i nostri impegni in aree di importanza cruciale, come il Libano e l’Afghanistan e ad affrontare le nuove sfide, legate in particolare ai fenomeni in corso nel Mediterraneo e nel Corno d’Africa.
    Il decreto-legge oggi in esame, quello che stiamo discutendo oggi in Aula, adottato ai primi di ottobre, proroga per tre mesi, sino al 31 dicembre 2013, la nostra partecipazione alle missioni internazionali di pace.

    Come sempre, però, nel decreto, compaiono norme che non prorogano le missioni, ma ne disciplinano altri aspetti, attinenti il trattamento del personale, così come sono eterogenei rispetto al provvedimento, anche se comprensibili nel merito, gli stanziamenti a favore delle associazioni combattentistiche.
    Ad oggi, in pratica, sono circa 6 mila i militari italiani impegnati in 32 missioni che si svolgono in 18 Paesi. Tutte le missioni alle quali partecipiamo sono state deliberate in sede ONU o Unione europea. Sono, inoltre, finanziati anche interventi per la cooperazione e per lo sviluppo e per la ricostruzione civile di quei Paesi. La parte maggiore del contingente è in Afghanistan, ma si registra una drastica riduzione del nostro personale, oggi meno di 3 mila unità a fronte delle 4 mila del 2012. Siamo in una fase di transizione della missione che si concluderà, come è auspicabile, il 31 dicembre 2014, con il passaggio ad una fase completa di addestramento delle forze di sicurezza afghane.

    Sono tutti impegni onerosi, sia come risorse umane sia come risorse economiche. Ne siamo consapevoli, ma rappresentano ormai una consolidata e qualificata componente della nostra politica estera che viene riconosciuta e apprezzata a livello internazionale. La partecipazione alle missioni internazionali costituisce, quindi, un punto qualificante della nostra politica estera, che ha assicurato negli anni evidenti ricadute positive per il nostro Paese in termini di visibilità, prestigio e considerazione, grazie alle responsabilità che abbiamo deciso di assumerci in diversi teatri di crisi, anche di grande delicatezza.
    Un punto qualificante su cui Forza Italia non può e non vuole certo tirarsi indietro. Quello che, però, Forza Italia ha fatto è una presa di distanza nei confronti di un Governo, per molte ragioni esplicitate, in particolare, nei giorni scorsi; giorni che hanno visto l’approvazione al Senato in prima lettura di un disegno di stabilità sconcertante, frammentato, con ben poca sostanza e palesemente non in grado di fare uscire il Paese dalla recessione.

    Quindi, ha tolto la propria fiducia al Governo. Oggi, dunque, non possiamo esprimere un voto favorevole, perché il voto è indirizzato al Governo e all’operato del Governo e non al provvedimento in esame, che Forza Italia invece sostiene convintamente. Questo Governo non merita la nostra fiducia. Pertanto, esprimo a nome del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente il nostro voto contrario.

    Vito

    ON. ELIO VITO

    Signora Presidente,

    onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo Forza Italia voterà a favore di questo provvedimento che riguarda la proroga sino al prossimo

    31 dicembre 2013 delle missioni internazionali per la pace. Forza Italia voterà a favore con convinzione, come ha sempre votato a favore di questi provvedimenti anche negli anni passati.

    Si tratta sicuramente di missioni costose, sia da un punto di vista umano che da un punto di vista economico, ma sono missioni internazionali per la pace che avvengono nel pieno rispetto dell’articolo 11 della nostra Costituzione e che vengono decise dalla comunità internazionale, da organismi sopranazionali, quali l’ONU e l’Unione europea, ai quali partecipiamo, ai quali l’Italia dà il proprio contributo e intende continuare a darlo. Queste organizzazioni internazionali naturalmente devono assumere un ruolo sempre maggiore nella risoluzione delle crisi internazionali e questo ruolo può essere anche esercitato attraverso l’invio di contingenti militari che hanno funzioni di raggiungimento di obiettivi di pace e di democrazia.

    Non possiamo quindi sottrarci, come Paese, come Italia, ad avere la nostra partecipazione a queste missioni, pena una diminuzione del peso e del ruolo del nostro Paese nella comunità internazionale, un peso ed un ruolo che abbiamo contribuito ad assumere negli anni precedenti, anche quando avevamo responsabilità di Governo con il presidente Silvio Berlusconi. Il decreto che stiamo votando, d’altra parte, ha una portata assai limitata di proroga – come dicevo all’inizio –: sino a questo 31 dicembre. Il Governo, quindi, tra poche settimane, tra pochi giorni, dovrà di nuovo intervenire sulle missioni internazionali, per prorogarle a partire dal 1 gennaio 2014.
    Ci auguriamo che il Governo lo faccia, da una parte, con una prospettiva temporale più ampia di questo decreto-legge, che prorogava le missioni per soli tre mesi, per dare certezza ai nostri militari e agli operatori che vi sono coinvolti; e dall’altra, con la prevista ulteriore riduzione del nostro contingente. E auspichiamo che in Parlamento si apra finalmente un confronto serio, non ideologico, non tra presunti guerrafondai e presunti pacifisti, perché qui siamo tutti contro le guerre e per la pace, e queste non sono missioni di guerra ma per la pace.

    La discussione quindi deve essere sulla nostra politica estera, su come aumentare il nostro peso nelle organizzazioni internazionali, di come accrescere la nostra credibilità ed autorevolezza nella comunità internazionale. È giusto che il Parlamento discuta e verifichi l’efficacia di queste missioni anche singolarmente, ma ricordando che sono missioni di pace, di sostegno alle popolazioni colpite, di ricostruzione e cooperazione civile.
    Ma se è giusto che il Parlamento discuta e decida senza pregiudizi e senza dibattiti ideologici su queste missioni, è anche dovere del Parlamento, e anche nostro preciso dovere – ed è un dovere al quale il gruppo di Forza Italia non intende sottrarsi –, esprimere i sentimenti di vicinanza e di gratitudine alle nostre Forze armate, ai militari, agli uomini e alle donne che a rischio della loro vita, e sicuramente della lontananza dalle loro famiglie, lavorano per il nome dell’Italia nel mondo, per il raggiungimento della pace e della democrazia

    Onorevoli colleghi, in questo momento sono circa seimila i militari, donne ed uomini, che sono impegnati in ben 32 missioni internazionali che si svolgono, che si stanno svolgendo in 18 Paesi del mondo. Sono missioni, come dicevo prima, anche difficili, costose, onerose, pericolose, ma alle quali i nostri militari partecipano con senso dell’onore, con elevata professionalità, con un elevato senso anche di appartenenza al nostro Paese e alle nostre Forze armate. Dobbiamo esprimere a loro la nostra piena gratitudine, la nostra riconoscenza, senza fare in modo che questa gratitudine e questa riconoscenza possa essere alterata dal dibattito politico, sul quale a volte ci dividiamo.
    Così come colgo anche l’occasione per esprimere alla signora Presidente i sentimenti di vicinanza e di solidarietà del nostro gruppo, ma dell’intero Parlamento, a Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, i due fucilieri di Marina sinteticamente definiti marò (ma è giusto chiamarli per quello che sono: fucilieri di Marina) ingiustamente trattenuti da oltre 600 giorni in India.

    Stanno affrontando questa vicenda con un onore e con una dignità, loro e le loro famiglie, che deve essere presa ad esempio dalla politica, dalle istituzioni, dal Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).
    Forza Italia quindi voterà a favore di questo provvedimento per la nostra partecipazione alle missioni internazionali di pace, ma voteremo a favore anche per esprimere la nostra gratitudine e la nostra vicinanza alle Forze armate e ai militari che vi sono impegnati. Voteremo a favore oggi dall’opposizione, come abbiamo votato a favore in passato questi provvedimenti dalla maggioranza e dal Governo, quando era proprio il Presidente Berlusconi ad impegnarsi per accrescere il ruolo del nostro Paese nella comunità internazionale.
    Ma Forza Italia e il Presidente Berlusconi hanno sempre avuto per primo davanti l’interesse generale del Paese; e quindi voteremo a favore oggi, pur essendo all’opposizione, avendo presente che è interesse del Paese, piuttosto che interesse di una parte, partecipare a queste missioni internazionali, accrescere il nostro ruolo, essere vicini alle Forze armate che vi sono impegnate, e con questo dimostrare il nostro attaccamento al bene dell’Italia