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    Intervento dell’on. VITO in merito all’ ‘Informativa urgente del Governo sulle manifestazioni di protesta’

     
    Vito
    Intervento dell’o. ELIO VITO in merito all’ “Informativa urgente del Governo sulle manifestazioni di protesta che hanno avuto luogo a Torino e in altre città italiane e sul comportamento di esponenti delle Forze dell’ordine
     
    ELIO VITO
    Signora Presidente,

    voglio innanzitutto ringraziare il Ministro Alfano per la pronta disponibilità a riferire alla Camera sulle manifestazioni di questi giorni e sul comportamento delle forze dell’ordine, io direi sulla strumentalizzazione del comportamento delle forze dell’ordine. Mi consenta – signora Presidente – anche di esprimergli la personale solidarietà, mia e del mio gruppo, per le gravi strumentalizzazioni alle quali è stato fatto oggetto poco fa: le diverse posizioni politiche, naturalmente, non ci possono impedire di testimoniare questo al Ministro Alfano.
    Sono state toccate due grandi questioni democratiche in questi giorni, una invero abbastanza consueta per il nostro Paese, l’altra, a nostro giudizio, più preoccupante perché del tutto nuova. La prima grande questione democratica è la forza di uno Stato, di una democrazia, a sostenere anche il peso del diritto a manifestare, anche con forza, anche con vigore, ma sempre all’interno del solco della legalità, contro lo Stato e contro le scelte che quello Stato assume, soprattutto in periodi di grandi crisi economiche che comportano un disagio sociale.
    Non c’è dubbio che ci sia stata una componente prevalente di disagio sociale alla base delle manifestazioni di questi giorni; è dovere quindi delle forze politiche e del Governo affrontare le ragioni del disagio sociale, le ragioni della protesta e delle manifestazioni, confrontarsi con queste e rappresentare nel confronto le proprie soluzioni. Ma lo Stato è forte se consente che il diritto a manifestare anche contro le scelte politiche, economiche e sociali dello Stato, avvenga nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini.
    Questa grande questione democratica, come il Ministro Alfano sa, noi l’abbiamo già posta a inizio della legislatura con un’iniziativa del nostro presidente Brunetta quando ci siamo trovati ad essere vittima, come parte politica, del nostro libero diritto a manifestare e le nostre manifestazioni venivano costantemente e scientificamente contestate da provocatori che volevano ostacolare la nostra libertà di pensiero e di manifestazione. È una grande questione democratica che naturalmente dovrà trovare modo in Parlamento di essere definitivamente sciolta, perché le manifestazioni sono uguali per tutti, quando provengono da partiti, da forze politiche di maggioranza, di opposizione, dai sindacati, dai grandi sindacati, da movimenti spontanei. Tutti abbiamo diritto a manifestare e ad avere il presidio democratico su quella nostra manifestazione, a farlo naturalmente senza turbare l’ordine pubblico ma anche difesi dalla possibilità che le nostre manifestazioni vengano disturbate.
    Ma quello che è accaduto in questi giorni – noi ci associamo naturalmente ai ringraziamenti alle forze dell’ordine per l’opera importante di presidio che hanno fatto della legalità, della democrazia, delle istituzioni, in condizione di grave disagio economico che stanno affrontando anche loro, come tutti i lavoratori del nostro Paese, e su questo poi mi permetterò, signora Presidente, con la sua attenzione, di formulare anche una piccola, non nuova e non originale proposta di riorganizzazione dei nostri lavori, per essere più vicini a queste esigenze –, la novità, la seconda grande questione democratica che si è posta è quella della strumentalizzazione, da parte di forze politiche e di ambienti sociali, che si è verificata nonostante le smentite e le precisazioni ufficiali che dal Viminale e delle varie questure si sono recate, sul comportamento delle forze dell’ordine.

    Come il Ministro ha ufficialmente qui precisato e confermato, è un comportamento del tutto ordinario, che è stato assunto più volte e ripetutamente, in condizioni nelle quali naturalmente l’andamento delle manifestazioni consente alle forze dell’ordine di assistere allo svolgimento ordinato delle manifestazioni in quelle condizioni.

    Nonostante queste precisazioni, ci sono state forze politiche che, in questo modo, volendo, sì, rappresentare i cittadini, ma volendo anche mettere il cappello su libere manifestazioni di cittadini e volendo addirittura assumersi come rappresentanti di forze dell’ordine che non hanno bisogno di essere rappresentate da altri, se non dallo Stato, sono state rappresentate per un’intera giornata dai mezzi di comunicazione di massa, dalla rete e dai giornali del giorno successivo come delle manifestazioni di solidarietà da parte di esponenti delle forze dell’ordine con le ragioni della protesta.

    Ha fatto bene il Ministro qui a precisare che questa è una strumentalizzazione inammissibile delle forze dell’ordine perché le forze dell’ordine appartengono allo Stato, rappresentano la tutela che lo Stato ha delle nostre istituzioni, del nostro diritto a manifestare e della nostra democrazia; un tentativo così grave, oserei dire, così volgare, così immmorale, di sciacallaggio delle forze dell’ordine, io personalmente non ricordo che si fosse mai verificato.
    Oggi, è stata ristabilita ufficialmente la verità che, invero, era stata già detta immediatamente dalle fonti ufficiali del Ministero dell’interno. Questo suoni anche come monito per il futuro: è una minaccia molto grave per la nostra democrazia, per il nostro dibattito politico e sociale che si cerchi di strumentalizzare le forze dell’ordine e di portarle dalla parte opposta rispetto a quella dalla quale stanno.
    Concludo, Presidente, dicendo che la piccola e non nuova proposta che le sottopongo è di fare in modo che ci possa essere una migliore organizzazione dei nostri lavori, anche delle nostre Commissioni, affinché ci possa essere uno strumento di confronto permanente più vicino alle esigenze e ai problemi delle forze dell’ordine. Una proposta non nuova, che credo, però, nell’ambito della riforma che lei sta esaminando, possa essere ripresa e testimoniare quindi anche la volontà del nostro Parlamento, in questo modo, di comprendere le esigenze di questo settore dello Stato, che naturalmente sta a tutti a cuore.