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    Dichiarazione di voto sulla questione di fiducia dell’on. Chiarelli: “Diritti fondamentali detenuti e riduzione popolazione carceraria”

     

    Chiarelli

    Dichiarazione di voto sulla questione di fiducia dell’on. GIANFRANCO GIOVANNI CHIARELLI su conversione del decreto legge nr. 146/2013: “MISURE URGENTI IN TEMA DI TUTELA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DEI DETENUTI E DI RIDUZIONE CONTROLLATA DELLA POPOLAZIONE CARCERARIA”.

    GIANFRANCO GIOVANNI CHIARELLI

    Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, riteniamo che il provvedimento presentato dal Governo per l’ennesima volta in forma di decreto-legge non intervenga, come richiesto, in modo strutturale, rimuovendo alla fonte le cause del sovraffollamento delle carceri italiane. Ho un’idea, o meglio avevo un’idea, che l’opposizione in quest’Aula avesse un significato. Avevo un’idea, che l’opposizione fosse messa in condizione di poter, insieme alla maggioranza e alle forze di Governo, dare quel contributo vero, reale, che servisse a migliorare quelle che sono le condizioni in cui i detenuti – così come è censurato dall’Unione europea – si trovano attualmente.

    Io condivido alcune considerazioni fatte poco fa dal collega Migliore. Io ritengo che noi abbiamo un ottimo Ministro della giustizia. Il nostro gruppo è tra quelli che hanno sempre sostenuto che il Ministro Cancellieri è una persona affidabile, preparata, seria e lo abbiamo dimostrato con i fatti in ogni circostanza. Però, riteniamo, nella stessa maniera, che un Ministro ha anche il dovere di imporre le sue scelte al Governo di cui fa parte. E i segnali che lo stesso Ministro ha dato in questi ultimi giorni, apprezzabili, parlando con i vertici delle camere penali, sono un segnale positivo.

    Però, non è un mistero che, ogni volta che si è introdotta la questione della riforma della giustizia, si sia alzato un muro di gomma da parte della sinistra, ossessionata com’è dal timore di produrre un qualunque possibile vantaggio per il leader del centrodestra.

    Un’ossessione che persiste anche dopo l’illecita decadenza inflitta al Presidente Berlusconi, che, grazie ai milioni di sostenitori che continuano a votarlo, resta e resterà sempre l’incubo di una sinistra giustizialista ed incapace di confrontarsi sul piano politico. Per questo temiamo che si continuerà a procedere con provvedimenti tampone come quello che stiamo discutendo, un provvedimento che mette le classiche pezze a colori su un abito ormai impresentabile.

    Tutto l’impianto del decreto punta esclusivamente a ridurre la carcerazione e ad anticipare i flussi in uscita, semplicemente aprendo le maglie di una giustizia che non è capace di garantire quel giusto equilibrio tra il diritto ad una carcerazione dignitosa e la domanda di sicurezza dei cittadini.

    È di tutta evidenza che l’unica preoccupazione del Governo sia quella di dare risposte alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha già condannato l’Italia e che, a seguito della sentenza Torreggiani, potrebbe infliggere ulteriori pesanti sanzioni economiche. Non è possibile proseguire sulla strada dell’emergenza. Ben altre sono le risposte da dare.

    È evidente che il voto del gruppo che rappresento, quello di Forza Italia, è un voto negativo alla fiducia del Governo e lo è anche nel merito del provvedimento di conversione del decreto, che sarà approfondito domani e sarà sviscerato, perché, contrariamente a quello che chi mi ha preceduto, che fa parte della maggioranza, sostiene, è stato un provvedimento su cui è stato inibito in Commissione di poter espletare tale approfondimento e di poter aiutare a migliorare quelli che erano gli elementi di negatività di questo decreto.

    Ci troviamo a dover necessariamente esprimere un voto negativo, perché ci troviamo di fronte ad un Governo che arranca, che sforna decreti in quantità (ben 11, se non erro, in appena 8 mesi), un Governo che non risolve i problemi dei cittadini, che non affronta le tante emergenze del Paese, che non avvia le riforme indispensabili, prima delle quali quella della giustizia, che non crea le condizioni per una reale ripresa economica del Paese: un Governo che non governa.

    Eppure su questo tema più volte lei, Ministro Cancellieri, si è espressa. Anche il Presidente della Repubblica ha detto, a più riprese, che occorre una riforma complessiva della giustizia.

    Ma non può essere una riforma condizionata, una riforma che va solo in alcune direzioni o che può essere una riforma tampone. Noi abbiamo necessità di altro.

    D’altronde, le parole di ieri del presidente di Confindustria, Squinzi, associate alla fuga della FIAT, solo per fare alcuni esempi, rappresentano la cartina di tornasole di un’economia ormai asfittica, oppressa da tasse e rigore imposti dalla Unione europea. Un Governo che continua a sopravvivere ricorrendo sempre più con frequenza al voto di fiducia.

    Presidente, signori del Governo, noi riteniamo che tutte le questioni importanti siano state affrontate da questo Governo in modo minimalista, con provvedimenti tampone, spesso con tanta confusione. Non dimentichiamo che abbiamo votato un decreto per l’IMU favorendo la Banca d’Italia. Così come stanno le cose, l’unica soluzione, a mio parere e a parere del nostro gruppo, è quella che si cambi registro, ma si cambi registro al più presto, perché l’Italia e gli italiani non possono più aspettare.

    Noi siamo fra quelli che hanno il coraggio di dire le cose, che non si nascondono, che non sono vittime della doppia morale, come tanti altri. Io sono stato tra quelli che hanno sostenuto che l’amnistia e indulto erano gli unici provvedimenti in questo momento, seppur per l’Italia e per gli italiani rappresentano un fatto storico negativo, ma erano l’unica condizione necessaria per consentire all’Italia di ripartire, perché da una parte si aveva la possibilità, con l’amnistia, di azzerare i procedimenti per i magistrati, e dall’altra si consentiva l’uscita, o meglio, la diminuzione della popolazione e dell’affollamento carcerario.

    Bisogna avere il coraggio, Ministro Cancellieri, bisogna avere il coraggio delle nostre azioni, al di là della demagogia che qualcuno fa. Qua ci troviamo di fronte a un problema reale del nostro Paese che non può più aspettare. Ecco perché io invito tutti a una seria riflessione sul tema della giustizia perché la giustizia non riguarda una sola persona, ma riguarda tutti gli italiani. Ecco perché il gruppo di Forza Italia voterà «no» alla fiducia su questo provvedimento.