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    Dichiarazione di voto finale dell’ on. Guglielmo Picchi su: “Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo”

     

    Picchi

    GUGLIELMO PICCHI

     

    Mi sentivo più a mio agio e, quindi, sono venuto qua. Signor Presidente, la legge che oggi stiamo riformando risale al 1987, un mondo precedente alla caduta del muro di Berlino, un mondo profondamente diverso rispetto a quello che stiamo vivendo, con situazioni che non erano nemmeno ipotizzabili ventisette anni fa.
    Questo provvedimento non è certamente il migliore che potessimo ipotizzare, non è certamente il provvedimento che avremmo voluto, ma è sicuramente un grande passo in avanti rispetto alla situazione della cooperazione italiana negli ultimi quindici anni, una cooperazione che non ha funzionato come avrebbe dovuto.

    Questo provvedimento mette ordine e per questo motivo lo sosteniamo, seppure ci sono tanti aspetti che, come credo di aver dimostrato nei miei interventi precedenti, non ci convincono, anzi ci lasciano estremamente perplessi. Però, tra continuare in una situazione di giungla e di non funzionamento della cooperazione italiana ed entrare in un meccanismo più ordinato, coordinato e che potenzialmente può produrre anche migliori risultati in termini di finanze, di dotazione finanziaria messa a disposizione della cooperazione italiana, ci convince, quindi, a votare favorevolmente il provvedimento.

    Vorrei sottolineare come la cooperazione allo sviluppo, al di là di quanto hanno già detto altri colleghi sul salto culturale che non sia più aiuto ma cooperazione, la cooperazione deve essere un tassello fondante della politica estera del nostro Paese. Fino ad oggi non è stato così, questa legge non ci dice quale possa essere la politica estera che andremo ad adottare e gli ultimi eventi anche in Europa, la confusione su nomine e quant’altro ci dimostrano che la nostra politica estera è ancora abbastanza confusa e non sostiene, come dovrebbe, lo sviluppo del nostro Paese e gli interessi strategici del nostro Paese.

    Speriamo che questa legge possa dare uno strumento che poi la politica estera adotti per far sì che questo Paese, tramite la politica estera, riesca a raggiungere gli obiettivi che sono nell’interesse nazionale.
    Cosa non ci convince di questa legge ? Lo abbiamo detto: il fatto che rimanga seppure con ruoli ben definiti da un lato la direzione generale del Ministero e dall’altro si istituisca la Agenzia, va nella direzione di migliorare ma rimane una dualità che come sempre può avvenire in Italia potrebbe creare conflittualità, quindi duplicazione, quindi inefficienza della macchina della cooperazione.

    L’altro aspetto è sicuramente quello della Cassa depositi e prestiti. Mi sono dilungato ampiamente sulla Cassa quindi non mi starò a ripetere però tutto quello che è stato detto in questa Aula e che abbiamo votato non ci ha convinto per cui su quell’elemento rimaniamo fortemente critici.

    Ciò che sicuramente, invece, ci convince è che finalmente siamo in grado di coordinare tutti gli interventi di cooperazione, questo non avveniva. Ricordo che l’Italia è un Paese eccezionale per fare cooperazione decentrata ma avere una mappa, un censimento di tutti gli interventi di cooperazione che venivano effettuati in Italia era praticamente impossibile. Questa legge va a rimediare a questo punto, farà anche sì che coordinando tutti gli interventi potremmoPag. 110anche far vedere a tutti i partner internazionali come in realtà l’ammontare di risorse investite nella cooperazione sia notevolmente superiore rispetto a quanto tutte le statistiche fanno finora emergere. Si fa in Italia più cooperazione di quanto tutti registrino.

    Per questo crediamo sia meglio avere questo strumento per poter fare e migliorare la cooperazione, il fatto che venga identificato un piano triennale di investimenti nella cooperazione è importante, il fatto di aver mappato tutti coloro che sono gli attori della cooperazione è importante così come avere incluso tra questi anche i soggetti che hanno finalità di lucro.

    Le risorse pubbliche sono risorse scarse, sono sempre più rare per poter investire in cooperazione, l’avere il contributo dei privati è sicuramente fondamentale. Non è completo il pacchetto perché per incentivare un privato a investire servirebbero anche un pacchetto di incentivi fiscali che possono accompagnare l’investimento nella cooperazione ma solo il fatto che sia stato incluso il principio che i privati e coloro che hanno finalità di lucro possono partecipare come attori della cooperazione è sicuramente un passo in avanti fondamentale.

    Speriamo di aver fatto un buon lavoro, in Commissione abbiamo dato un contributo valido per migliorare questo testo. Come ho detto non è il testo che avremmo voluto tuttavia è meglio della situazione attuale.

    Auspichiamo che nell’altro ramo del Parlamento possa essere fatto qualche piccolo ulteriore miglioramento. So che questo potrebbe rallentare di nuovo e quindi far tornare il provvedimento ancora qui, ma meglio perdere qualche settimana in più e fare una legge che sia veramente utile per tutti gli attori della cooperazione, una legge che possa durare veramente per i prossimi trent’anni in modo efficace piuttosto che limitarsi a una legge che in realtà possa entrare in crisi dopo qualche anno. Quindi, ribadisco ancora una volta come il voto di Forza Italia sia favorevole. Il contributo in Commissione è stato positivo e sempre costruttivo. Anche qui in Aula abbiamo cercato di migliorare questo provvedimento. Non è certamente – lo ripeto per l’ultima volta – la nostra legge ma è il meglio che potevamo fare e per questo voteremo «sì»