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    Interrogazione a risposta immediata dell’On. Laura Ravetto su “Problematiche riguardanti il finanziamento della missione Mare Nostrum”

     

    Ravetto

    LAURA RAVETTO. Signor Presidente, Ministro, premesso che ci risulta perlomeno anomalo che un’operazione delicata come Mare Nostrum sia stata avviata con una mera delibera del Consiglio dei ministri del 14 ottobre 2013 e non sia stata oggetto di un’apposita previsione normativa, tenuto conto che il finanziamento di quest’operazione ad oggi grava totalmente sui bilanci dei Ministeri dell’interno e della difesa – anche qui senza una previsione ad hoc se non in sede di disegno di legge di assestamento assegnato in sede referente alla Commissione bilancio –, tenuto conto che il Ministro pro tempore della difesa dell’epoca aveva quantificato i costi dell’operazione in un milione di euro al mese e oggi, in realtà, sono accertati circa 9 milioni e fino a 10-14 milioni considerando i costi del personale e dei mezzi, tenuto conto che abbiamo avuto delle indiscrezioni di stampa nelle quali l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ha parlato di 2,7 milioni di siriani in arrivo sulle nostre coste, siamo a chiederle se – come ci risulta anche qui da indiscrezioni – il Governo ha intenzione o meno di emanare un provvedimento di rifinanziamento e, se sì, quali saranno queste fonti di finanziamento e quale sarà l’iter parlamentare del provvedimento, se passerà o no dall’Aula.

    PRESIDENTE. La Ministra della difesa, Roberta Pinotti, ha facoltà di rispondere.

    ROBERTA PINOTTIMinistro della difesa. Signor Presidente, l’operazione Mare Nostrum, come lei ha detto, onorevole Ravetto, è stata avviata il 18 ottobre 2013, a seguito del tragico naufragio in cui nelle acque di Lampedusa persero la vita 366 migranti.

    Fu allora previsto il dispiegamento di un dispositivo navale, in grado di operare contestualmente sia in attività di assistenza umanitaria che di sicurezza marittima con lo scopo di fronteggiare lo stato di emergenza dovuto all’eccezionale flusso di migranti nel Mediterraneo centromeridionale.
    L’operazione, determinante per il contrasto in mare al traffico illecito di essere umani, consente inoltre di intervenire in alto mare sulle cosiddette «navi madri» per le successive azioni da parte della competente autorità giudiziaria.
    Grazie alla professionalità e all’impegno delle nostre Forze armate, delle forze di Polizia e dei volontari che operano giornalmente, vengono soccorsi in mare centinaia di migranti. In particolare la Marina militare, dall’avvio dell’operazione alla prima decade di luglio, ha soccorso 55.341 migranti, di cui 6.771 minori, mentre contestualmente sono stati denunciati alle autorità giudiziarie e tratti in stato di arresto i trafficanti di morte.
    Gli oneri di quest’operazione, quantificati in circa 9,3 milioni di euro al mese, di cui 7 per il funzionamento e la manutenzione dei mezzi e i rimanenti per gli oneri relativi alle indennità del personale, sono stati finora sostenuti in toto dall’amministrazione della difesa sui capitoli del bilancio ordinario. Si tratta ovviamente di cifre medie, che tengono conto del maggiore o minore flusso di migranti, legate quindi alle condizioni meteorologiche ed al numero di assetti navali e aerei che conseguentemente è necessario impiegare di volta in volta.
    Tale onere, che evidentemente non può essere più sostenuto dal solo Dicastero, nelle more dell’adozione delle iniziative dell’Unione europea già richieste e sollecitate, non sarà inserito nel decreto-legge di proroga delle missioni internazionali per il secondo semestre in corso, ma è incluso nel disegno di legge di assestamento per l’anno 2014 (atto Camera n. 2542), con un finanziamento per la difesa di 60 milioni di euro a copertura delle sole spese di funzionamento sostenute a partire dall’inizio dell’anno e previste per il prossimo periodo estivo.

    PRESIDENTE. La deputata Ravetto ha facoltà di replicare.

    LAURA RAVETTO. Signor Presidente, io ringrazio il Ministro per la risposta, risposta diretta e concreta, però ho alcune osservazioni.
    Ci chiediamo come quest’ipotesi di rifinanziamento si concili con le dichiarazioni dello stesso Ministro Pinotti il 7 maggio scorso o del     Ministro Alfano in più occasioni, dove hanno dichiarato che l’operazione Mare Nostrum è un’operazione a termine e che l’Italia non può sostenere a lungo.
    D’altro canto mi permetto anche di segnalare che, quando ho avuto modo di incontrare il Commissario Malmström, è stato riferito che da un certo punto di vista l’Europa sarebbe disponibile a coprire parte dei costi, soprattutto i costi extra sostenuti dall’Italia. Ma, ha dichiarato il Commissario, che non ha ancora ricevuto la checklist da parte del Governo italiano, ovvero l’indicazione di questi costi.
    Allora io mi chiedo, prima di emanare provvedimenti, che necessariamente graveranno, sì sul bilancio della difesa, ma soprattutto sui contribuenti italiani, se non sarebbe il caso di avviare questo percorso con la Commissione.