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    Intervento dell’On. Sisto in dichiarazione di voto sulla questione di fiducia alla legge Elettorale

     

    Presidente, non c’è dubbio: questo è stato il peggiore Governo che la legislatura potesse riservarci, peggiore Governo, perché ha avuto un leit motiv, una parola che si chiama “arroganza”. Il Governo Renzi ha pensato di poter essere il padrone del Paese, ha scambiato l’efficienza con la violazione delle regole, il decisionismo con la necessità di risultati, ma, per usare una parafrasi calcistica, zero titoli. Questo è il risultato, questo è il panorama cui noi assistiamo, quando ci accingiamo a questo importante passaggio parlamentare.

    Eppure, noi abbiamo dimostrato buona volontà, ricevendo in cambio una scorrettezza etica e comportamentale senza pari. Mi riferisco alla fase del Nazareno, in cui noi abbiamo cercato, indipendentemente dalle appartenenze, di dare un pesante e importante contributo alla democrazia di questo Paese. Ma si può fare a meno della democrazia? No. Ce lo ha detto il referendum, non si può fare a meno della democrazia, il Paese rivendica pesantemente il diritto alla democrazia e nessuno lo può togliere, nessuno! Ce lo dice la Corte costituzionale, con l’intervento a piedi uniti sull’Italicum, una delle pagine più vergognose di questo Parlamento, in cui una forza politica ha pensato di poter imporre la fiducia, da sola, sul Parlamento, sulla legge elettorale. Ce lo ha detto la Corte costituzionale, quando si è occupata di provvedimenti cardine di questo Governo: la pubblica amministrazione; una sorta di errori di fondo, in barba alla Costituzione, che convincono che l’arroganza in quest’Aula porta male.

    Illustri colleghi, signor Presidente, abbiamo assistito a 55 dichiarazioni di fiducia alla Camera e 53 al Senato con la vergognosa comprensione, in queste dichiarazioni di fiducia, di norme penali, civili, penitenziarie, etiche – le unioni civili -, norme sulla pubblica amministrazione: così non si governa. E avremmo potuto, quindi, in virtù di questa serie, di questa filiera di condotte, invocare una sorta di contrappasso e dire: “Bene, noi rivendichiamo il diritto di ripagarvi con la stessa moneta”. Invece no! Forza Italia è un partito responsabile, è un partito che, come ha criticato pesantemente la fiducia sull’Italicum, oggi esprime una valutazione completamente diversa. Perché? Perché, innanzitutto, questa legge elettorale è una legge ampiamente condivisa, a differenza dell’Italicum. Non è un arrogante imposizione al Parlamento, ma deriva da un puntuale lavoro di condivisione, con una grande differenza, che non è di poco conto, che si tratta di una legge che non piace, una legge per cui tutti sono un po’ scontenti.

    Non è che io debbo richiamare dei concetti a me lontani: l’articolo 1965 del codice civile: “la transazione è il contratto con cui le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine ad una lite già cominciata o prevengono una lite che può sorgere tra loro”. Questo è accaduto: noi siamo notoriamente per un sistema proporzionale, e non solo noi, perché la storia ci dà la possibilità di curiose letture. Nei lavori della Costituente, l’onorevole Antonio Giolitti, che apparteneva al gruppo del PCI, all’epoca propose di introdurre in Costituzione “secondo il sistema proporzionale”; studi illustri di costituzionalisti stabiliscono che la Costituzione, formale e sostanziale, spinge per il proporzionale. Forza Italia si permette di essere, scusate, costituzionalmente orientata, quando propone il proporzionale, non è che nasce da un interesse qualsiasi, nasce da una scelta culturale profonda e radicata. Bene, noi abbiamo rinunciato ad una parte di proporzionale e abbiamo votato in Commissione – e io devo dirlo subito, con un lavoro puntuale, paziente – un provvedimento che ha una componente maggioritaria, che è non in sintonia col nostro DNA.

    Eppure siamo qui, non voteremo la fiducia, per quello che vi ho detto, e non potremmo mai votare quella fiducia, e chi parla di inciuci dice delle cose soltanto per screditare la grande responsabilità che noi mostriamo in quest’Aula. Noi mostriamo responsabilità e coerenza, noi non siamo per l’Italicum punto1, il Rosatellum punto 2, noi siamo per il Berlusconi punto sempre, questo è il nostro punto di riferimento.

    Se questa è la nostra posizione, se noi votiamo questa legge è perché è in zona Cesarini, non c’è più tempo per scriverne una – non c’è più tempo! – e non è la Corte costituzionale che può scrivere le leggi al Parlamento. Ma, ci rendiamo conto che qualcuno vorrebbe che fossero due sentenze emesse su piani diversi, scritte da diversi giudici, su diverse leggi, a dire come si vota, il DNA della democrazia, come viene definito nei lavori della Costituzione, non DNA, ma la struttura della democrazia? Noi, contro tutto questo, rivendichiamo una seria presa di posizione. È vero che la fiducia sulla legge elettorale non va bene, ma qui è una legittima difesa, proporzionata all’offesa, che qualcuno vorrebbe fare reintroducendo il confuso sistema delle sentenze della Corte, ed è la difesa di un diritto superiore. E se qualcuno oggi si lamenta nelle piazze, lo chieda a quel dito che è stato spinto a favore di quell’emendamento sul paratedesco, sul similtedesco, perché quella è la grande responsabilità: aver tradito un sistema che piaceva a tutti, o quasi a tutti, per una sorta di trucco di Aula. Quindi, oggi coloro che si permettono di parlare di golpe, prendano quel dito – prendano quel dito! -, lo guardino attentamente e in quel dito c’è quella responsabilità: aver fatto saltare un sistema che aveva il 90 per cento dei consensi. Quindi, prima di parlare di attacco alla democrazia, qualcuno si faccia un profondo esame di coscienza e non contrabbandi come golpe quello che deve soltanto alla sua personale responsabilità.

    Presidente, io credo che noi dobbiamo necessariamente fare un’altra missione importante. Questo è un sistema che per Forza Italia, per la Forza Italia del Sud, ha un significato particolare, un grande sacrificio. Noi siamo pronti, nell’interesse del Paese, a combattere perché il Mezzogiorno possa e debba avere una rilettura in senso politico. Questo è un Governo che ci ha abbandonato – ci ha abbandonato! - , il Mezzogiorno rivendica, con un grande senso di responsabilità, anche un sacrificio da questo punto di vista, ma noi siamo abituati a lavorare, siamo abituati a combattere contro le avversità. La mia è una regione senza acqua, eppure è riuscita in qualche modo ad approvvigionarsene: questa è la nostra abitudine, questa è la nostra forza, questa è la nostra capacità. Allora, sia ben chiaro, lo dico conclusivamente, ma non c’è una conclusione a questo intervento, la conclusione sarà una vittoria del centrodestra nella sua coerenza, nella mancanza di preclusioni a che si possa governare in modo leale e senza arroganza – senza arroganza! -, senza pensare di essere i padroni del vapore. Poi, l’elettorato si vendica e te lo rimprovera e il 70 per cento degli italiani vi ha tirato uno schiaffo pesantissimo da questo punto di vista. Noi rivendichiamo la nostra coerenza, rivendichiamo una posizione assolutamente inossidabile.

    Io debbo necessariamente – me lo consentirete – fare un cenno a coloro che hanno contribuito a dare a Forza Italia la possibilità di avere un know how proprio nell’ambito di questa legge elettorale: presidente Brunetta, Occhiuto, Fontana, Calabria, Centemero, Ravetto, una formazione, una task force di colleghi, che in prima linea hanno dato la possibilità al nostro partito di manifestare coerenza, capacità, presenza, passione per la democrazia, sacrificio della propria cultura. Perché lo dico? Noi non votiamo la fiducia, voteremo questa legge per un motivo molto semplice: noi siamo, Presidente, ferma, rigorosa, inossidabile, come posso dire, invincibile opposizione a questo Governo, ma non saremo mai opposizione agli interessi del Paese.