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    Intervento dell’On. Rocco Palese in dichiarazione di voto finale sul decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili

     

    palese

    Signor Presidente, il provvedimento su cui l’Aula è chiamata ad esprimersi fra pochi minuti, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili, già approvato dal Senato, anche lì con voto di fiducia, è l’ennesimo esempio di abuso di questo strumento da parte del Governo.

    Forza Italia denuncia ancora una volta il metodo arrogante e scorretto da parte del Governo ed è contro per il metodo e il merito del provvedimento. Il metodo: siamo all’ennesima richiesta di fiducia, la numero 105, con l’aggravante che alla Camera non è stato consentito né di poterlo esaminare né tanto meno di apportare modifiche correttive o integrazioni al testo del decreto in esame.

    Sul merito, signor Presidente: questo decreto è direttamente connesso con la legge di bilancio 2018, poiché il bilancio dello Stato è stato costruito prevedendo, fra le altre, nel capitolo delle entrate, la considerevole cifra di 5,1 miliardi di euro da realizzare nel 2018 attraverso il recupero dell’evasione fiscale.

    Forza Italia – e non solo, perché anche l’Europa ha manifestato perplessità, tanto che si preannuncia una correzione nella prossima primavera tra i 5 e i 7 miliardi di euro di questa manovra – ritiene che la cifra prevista dal Governo sia significativamente sovrastimata, almeno per due ordini di motivi. Il primo: quanto previsto dal decreto in termini di rateizzazione non è sufficiente a realizzare gli obiettivi, secondo il nostro punto di vista. Se veramente si vuole agevolare i contribuenti non in regola con il fisco, bisogna metterli nelle condizioni ideali per poterlo fare, prevedendo un maggior numero di rate rispetto a quelle previste dal Governo e consentendo ai contribuenti in forte difficoltà per la crisi che ha investito il nostro Paese di poter pagare e mettersi in regola con il fisco.

    Il secondo motivo è rappresentato, signor Presidente, dalla circostanza che in questa legislatura i Governi che si sono succeduti a più riprese hanno varato di fatto dei mini condoni, compreso anche il rientro dei capitali all’estero; quindi si tratta, a nostro avviso, di raschiare il barile nei confronti dei contribuenti inadempienti. Per questo motivo sarà difficile far entrare nelle casse dello Stato la cifra di 5,1 miliardi di euro.

    Comunque, signor Presidente, Forza Italia evidenzia che i Governi di questa legislatura, con la maggioranza di sinistra, hanno dato vita a condoni fiscali e, non avendo il coraggio di chiamarli con il loro vero nome, li hanno così etichettati: definizione agevolata, adempimento operoso, ravvedimento operoso; e per il rientro dei capitali dall’estero hanno utilizzato una terminologia addirittura inglese. Ma immaginiamo solo per un attimo: se questi provvedimenti fossero stati fatti dal Governo Berlusconi, che cosa sarebbe successo? Non oso immaginare il diluvio di accuse e le manifestazioni di piazza a cui la sinistra avrebbe dato luogo.

    Signor Presidente, nel decreto le norme fiscali sono contenute solo nell’articolo 1 e, per il resto, così come ha ben evidenziato con l’intervento in discussione generale il collega Alberto Giorgetti, contiene una serie enorme di articoli proposti dal Governo e una serie infinita di commi e articoli aggiuntivi approvati in sede di conversione dal Senato, misure che incidono su settori tematici tra loro eterogenei, rispetto ai quali, per brevità, rimando a una semplice lettura dell’indice delle schede di lettura.

    Signor Presidente, il volume contenente le schede di lettura, predisposto dal Servizio studi, è composto da 350 pagine, e la parte strettamente fiscale riguarda solo le prime 33 pagine. È un decreto che nasce per assicurare la realizzazione di 5,1 miliardi di euro di entrate per l’anno 2018 attraverso il recupero di evasione fiscale e che viene ampliato da mille norme ordinamentali e anche da interventi con previsione di spesa. Rappresenta una grande contraddizione, che Forza Italia denuncia unitamente ad alcuni interventi molto discutibili, come, per esempio, i continui prestiti per Alitalia, su cui da cinque anni si annunciano soluzioni senza che mai si veda la luce; la proroga riguardante le concessioni autostradali; la proroga per Lottomatica; nuovi poteri alle società di riscossione, agli agenti degli enti locali, che sono uno scandalo che noi abbiamo denunciato da anni, perché queste società, questi agenti riscuotono le risorse, le tasse dai cittadini e poi non le versano ai comuni. Veramente offensivo, signor Presidente, il comma che afferma che, al fine di stabilizzare i bilanci dei comuni, si affidano nuovi compiti e nuove competenze alla società di riscossione! Una vergogna!

    Signor Presidente, Forza Italia dice “basta all’oppressione fiscale!”. Solo nel 2016, tra leggi e decreti-legge, nella sola materia fiscale, sono stati approvati 11 provvedimenti, che a loro volta, a cascata, hanno modificato 110 normative già esistenti; poi sono stati esaminati ben 36 decreti ministeriali, tre ogni mese, composti complessivamente da 138 articoli. Il direttore dell’Agenzia delle entrate ha apposto la sua firma su 72 provvedimenti, mentre gli uffici competenti del Ministero delle Finanze e della stessa Agenzia delle Entrate hanno pubblicato 50 circolari e 122 risoluzioni, per un totale di quasi 2.000 pagine di testo! Altro che codice del contribuente, signor Presidente. Dove è andato a finire il codice del contribuente? I cittadini, inoltre, oltre alle tasse centrali, sono aggrediti da tasse regionali, tasse provinciali, tasse comunali, per non parlare di IMU, Tasi, Tari, mense scolastiche, asili nido! Ovviamente, anche in questo caso il tutto viene condito da migliaia di pagine di leggi, regolamenti, circolari regionali, provinciali e comunali. Addirittura, in alcune regioni, come la mia, la Puglia, si sono inventati anche una tassa suppletiva sui rifiuti, l’ecotassa, che spero la Corte costituzionale quanto prima dichiari anticostituzionale.

    Tutto ciò provoca una vera e propria aggressione fiscale, non più tollerabile in un contesto di vero e proprio delirio normativo, con la conseguenza di un grande ed esteso conflitto tra Stato e contribuenti che sfocia nelle cosiddette liti pendenti, stimate per un valore non inferiore a 60 miliardi di euro, e con l’aggravante dei ripetuti scandali riguardanti le commissioni tributarie. Per questi ed altri motivi Forza Italia vota contro questo decreto, anche perché, ironia della sorte, signor Presidente, i media oggi hanno definito questa giornata, quella del 30 novembre, la giornata delle tasse: Irpef, Ires, IVA, ma anche cedolare sugli affitti e contributi per commercianti ed artigiani, senza dimenticare la terza rata a saldo della rottamazione sulle cartelle esattoriali. Il conto presentato dal fisco gli italiani per il taxday che ricorre oggi è salatissimo: 32,2 miliardi di euro! Peraltro, c’è stato anche un prologo. Infatti, il 15 novembre scorso gli italiani hanno già dovuto pagare 26,5 miliardi di euro di tasse. Oggi, purtroppo, il conto è più salato.

    Pertanto, signor Presidente, considerato che siamo alle ultime battute della legislatura, per Forza Italia e per il suo presidente, Berlusconi, risolvere l’oppressione, la continua aggressione fiscale a cui sono sottoposti i cittadini nel nostro Paese è una priorità assoluta. Basta con una sinistra tassa e spendi! Basta con questi Governi che hanno tassato anche l’aria che respiriamo e poi spendono! Ne è prova quella vergogna che sta avvenendo al Senato, dove una legge di bilancio, che dovrebbe mettere al riparo i conti pubblici, consegnerà al Governo che dovrà succedere nella prossima legislatura un fardello incredibile. Abolizione vera di Equitalia, flattax e semplificazione normativa fiscale, soluzione delle liti pendenti e riforma delle commissioni tributarie, creazione di una nuova cultura e di un nuovo rapporto tra fisco e contribuente, nel solco di quanto previsto dal codice del contribuente: saranno punti cardine del programma di Forza Italia e del centrodestra, che realizzeremo, signor Presidente, nella prossima legislatura, vincendo per volontà degli elettori e senza complotti le ormai prossime elezioni politiche.