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    Intervento dell’ On. Fitto in merito all’ informativa urgente del Governo sulla situazione dell’Ilva di Taranto

     

    Raffaele-Fitto

     

     

    On. Raffaele Fitto

     

    Signor Presidente,

    il Popolo della Libertà ha chiesto nei giorni scorsi, per il tramite del presidente Brunetta, che il Governo venisse a riferire in Aula e questo dibattito riteniamo che sia molto importante il Governo possa comprendere anche le posizioni dei singoli gruppi parlamentari e possa operare nella giornata odierna, così com’è stato preannunciato dal Ministro, in modo efficace.
    Noi non siamo per riproporre il solito schema della contrapposizione, né riteniamo che sia possibile enunciare la necessità di rendere compatibile l’ambiente e la salute con lo sviluppo e l’occupazione salvo poi assumere posizioni diametralmente opposte l’una con l’altra. Riteniamo che sia fondamentale invece su questo tema che la politica, il Parlamento e il Governo del Paese svolgano fino in fondo il ruolo al quale sono chiamati dai cittadini e dalla Costituzione, perché riteniamo che siamo in una condizione nella quale il rischio che la situazione possa degenerare è molto elevato.
    L’AIA di cui si parla e la necessità di intervenire sul fronte degli adeguamenti di carattere ambientale costituiscono un tema che noi dobbiamo tenere nella debita considerazione, ma dobbiamo farlo, signor Ministro, soprattutto sulla base di alcuni elementi oggettivi.
    L’Associazione mondiale dell’acciaio ci ha ricordato nei giorni scorsi che vi è una sovrappiù di produzione in Europa di 50 milioni di tonnellate di acciaio; non vorrei che il nostro sistema Paese, così ben articolato e contrapposto, possa risolvere agli altri Paesi europei la questione della sovrapproduzione e, quindi, anche a costo di sacrificare un po’ tutto e di non ascoltare i richiami che la ILO ieri ci ha fatto, indicando la mancanza di almeno 1,7 milioni di posti di lavoro, che l’atteggiamento che si assume sia teso a immaginare una contrapposizione ideologica che non produce nessun tipo di risultato.  Ecco perché noi siamo dell’idea che non bisogna, in alcun modo, immaginare sconti o atteggiamenti predisposti favorevolmente nei confronti dell’azienda, ma, al tempo stesso, siamo dell’idea che ognuno debba svolgere il proprio lavoro.

    Lo voglio dire perché, quando parliamo di AIA, dobbiamo ricordare che, nel confronto che si è aperto nella scorsa legislatura, l’AIA, che è stata approvata prima dal Governo, insieme con tutto il sistema degli enti locali, quindi condivisa e poi, successivamente, inserita all’interno del decreto-legge convertito dalla legge n. 231 nel mese di dicembre dello scorso anno, prevede, in modo specifico, una serie di indicazioni che acquisiscono le migliori indicazioni europee, ma lo fanno attuando un’anticipazione che, sul fronte della competitività, lascia delle riflessioni da fare. Lei infatti sa meglio di me, signor Ministro, che noi stiamo applicando un’AIA che in Europa entrerà in vigore con una serie di aspetti a partire dal 2016. Noi abbiamo voluto anticipare queste indicazioni per mettere in campo una rete di attenzione concreta che, sul fronte della competitività, lascia discussioni aperte e crea delle condizioni che possono e debbono essere valutate con la massima attenzione.
    La seconda considerazione è collegata ai provvedimenti della magistratura. Vanno rispettati, certo, vanno rispettati, però vanno rispettati così come va rispettato questo Parlamento, il Governo del Paese e la Consulta (Applausi dei deputati del gruppo Il Popolo della Libertà-Berlusconi Presidente), perché non vorrei che ci muovessimo sulla base di considerazioni che, a seconda delle circostanze, vengono agitate. Va rispettata una legge, che è la n. 231, per la quale è stato proposto un ricorso presso la Corte costituzionale e rispetto alla quale la Consulta ha respinto tutte le eccezioni.
    Allora, in questo senso vorrei molto rapidamente – e concludo – dare un’indicazione: il provvedimento di sequestro alla Riva Fire, alla società che gestisce l’intero gruppo, indica nella capofila, nella quale oggi vi è un custode giudiziario, il sequestro di 8,1 miliardi di euro. Il collegamento tra la Riva Fire e la Ilva Spa, dal punto di vista delle risorse, per far sìPag. 18che l’azienda possa mettere sul tavolo, sempre e comunque, quei 3 miliardi di euro necessari ad attuare l’AIA, obiettivamente è fortemente discutibile.
    Ecco perché noi ci attendiamo che il Governo, nel provvedimento che è necessitato anche da alcuni atti che sicuramente si rispettano, ma tranquillamente si commentano quali fortemente discutibili, per quanto ci riguarda, possa trovare la forza, il coraggio e l’autorevolezza derivante dal ruolo legislativo, per indicare in modo molto chiaro un percorso che dia una prospettiva certa ai lavoratori, all’occupazione e alla salvaguardia dell’ambiente. Anche perché – e concludo veramente e mi scuso – ho letto molte dichiarazioni sull’inadeguatezza delle misure collegate all’attivazione dell’AIA, ma ho letto anche la nota di qualche giorno fa dell’Ispra, che viene presa come riferimento e che dice cose diverse da quelle ultimative che vengono comunicate all’esterno.
    Allora, io penso che sia necessario che questo Parlamento e il Governo oggi abbiano un atteggiamento responsabile, che si individuino le priorità del nostro Paese e che su questo si abbia la capacità di dare risposte adeguate. Bando alla demagogia. Pensiamo alle reali esigenze del nostro Paese e guardiamo seriamente e concretamente ai dati occupazionali, insieme ai dati ambientali, per evitare che tutto ciò possa degenerare  in una situazione negativa per l’intero Paese. Questa è la posizione del Popolo della Libertà, che ha un’azione chiara in questo senso e che verificherà nel merito il comportamento e l’azione del Governo che, se avrà queste caratteristiche, avrà il nostro pieno sostegno.