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    Intervento dell’ On. ALLI

     

    Alli

    Intervento dell’On. ALLI in merito alle “Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno 2013″

    On. PAOLO ALLI

    Signor Presidente, signor Presidente Letta, signori Ministri, rappresentante del Governo, onorevoli colleghi,

    credo che questo dibattito sia molto importante, come lo è stato quello in occasione del precedente Consiglio europeo. Apprezziamo la posizione decisa che il Governo sta prendendo nei confronti dell’Unione europea, delle istituzioni europee, perché senza una presenza attiva e propositiva siamo destinati all’emarginazione: quindi, bene questo atteggiamento di grande protagonismo da parte del nostro Paese, che peraltro ne ha tutto il diritto e tutto il dovere.
    Lei ha detto, signor Presidente del Consiglio, che l’Europa sono le persone. Questa è un’affermazione molto importante, perché dobbiamo aiutare le istituzioni europee ad uscire da una visione solo economicistica e burocratica, che tra l’altro è una delle ragioni che ha allontanato le istituzioni europee dalla sensibilità dei nostri cittadini. E per uscire da una visione solo economicistica e burocratica, la crisi ci può aiutare: come sta aiutando e stimolando i Governi dei singoli Paesi a intraprendere azioni innovative, così dev’essere anche per le istituzioni europee. È quindi giusto che il focus principale di queste considerazioni sia sull’occupazione, soprattutto sull’occupazione dei giovani, sul sostegno alle famiglie, sui lavoratori che sono espulsi dai sistemi produttivi.
    La crisi può aiutare, ma la crisi pone anche problemi di tempo, quindi occorre accelerare. Oggi la COSAC, riunita, a Dublino approva un emendamento, su proposta delle delegazioni italiana e spagnola, alla raccomandazione al Consiglio europeo che insiste molto sulla mobilità dei giovani lavoratori, sui rafforzamenti dei programmi di assunzioni transfrontaliere e di tirocini professionali all’interno dell’Unione, nella direzione già delineata da quanto dibattuto in Aula nei giorni scorsi, e soprattutto stimolando il Consiglio europeo a non limitarsi a dichiarazioni di principio, come finora è avvenuto, ma ad adottare misure concrete a impatto immediato per rilanciare l’occupazione giovanile e femminile. Lei ha toccato questi temi nel suo intervento: credo vadano fortemente sottolineati e rafforzati nel dialogo col Consiglio europeo.
    Mi permetterei anche di suggerire di non dimenticare o di non lasciare in secondo piano il tema della ricerca, che qui viene sempre un po’ sfumato, per fare in modo che i programmi-quadro europei di finanziamento alla ricerca non diventino semplicemente delle fabbriche di elargizioni senza un disegno strategico davanti.
    Io credo che il futuro si costruisce attraverso la ricerca, è vero che aggi abbiamo delle urgenze immediate da affrontare con decisione, ma non possiamo dimenticarci che nei momenti di crisi dobbiamo investire molto nei settori che preparano al futuro, faccio solo un esempio: ieri il Centro di ricerche europeo della Commissione ha inaugurato a Ispra il più grande e importante laboratorio mondiale sui test sulle tecnologie fotovoltaiche, sta nel nostro territorio nazionale, anche se ovviamente è transnazionale, è vicino alle nostre imprese, è un’opportunità da utilizzare, ed è solo uno dei tanti esempi che ci sono, bisogna mettere in rete anche queste eccellenze che sono presenti, perché questo ci aiuti a costruire un futuro migliore e più competitivo per il nostro Paese.
    Bene dunque la proposta di accelerazione del fondo per i giovani, concentrandolo soprattutto nei primi due anni e così pure appunto l’idea di favorire la mobilità di giovani lavoratori e ricercatori nell’Unione. Questa visione che guarda al domani, ma anche al dopodomani è, come dire, ripresa con una suggestione significativa nella risoluzione Speranza, Brunetta, Dellai, Pisicchio ed altri n. 6-00018, dove si suggerisce l’istituzione delle assise sull’avvenire dell’Europa, questo potrebbe essere certamente un momento anche significativo di rilancio dove quello che lei ha detto circa l’ambizione di dare il via dall’Italia alla costituzione degli Stati uniti d’Europa possa avere uno slancio significativo, anche in proiezione e in prospettiva del semestre di Presidenza italiana, che sarà nel secondo semestre del 2014.
    Sui temi finanziari certamente lei ha detto che è necessario che l’Unione europea mobiliti tutte le risorse disponibili, certamente bisogna accelerare l’unione bancaria, probabilmente uno dei temi più difficili da affrontare, sostenere le imprese e le famiglie e la tutela del risparmio e ben venga che la Banca europea per gli investimenti smetta di finanziare unicamente gli investimenti infrastrutturali, ma sostenga l’economia reale. Sono state fatte anche esperienze interessanti in qualche regione italiana di accordi con la Banca europea per gli investimenti, sommando risorse della BEI e risorse regionali proprio a sostegno del credito per le piccole e medie imprese, ecco questa è una direzione virtuosa nella quale il nostro Paese ha anche qualche esempio positivo da portare.
    Riguardo l’applicazione delle sei raccomandazioni che lei ha ricordato, certamente questa è un’opportunità per dare il via con decisione a un percorso di riforma profonda delle nostre istituzioni, le sei raccomandazioni toccano tutti i temiPag. 25più delicati, a partire dalla riforma istituzionale che aspetta questo Governo e questo Parlamento. Rispetto agli aspetti politici da lei citati noi siamo convinti europeisti, li apprezziamo, ribadiamo che le istituzioni europee devono andare verso i cittadini, fare lo sforzo di tornare più vicino ai cittadini, quindi bene l’allargamento ulteriore, certamente è il modo con cui noi possiamo meglio affrontare la competizione con le economie forti e quelle emergenti.
    Quindi, ancora credo che abbiamo il dovere di tentare questa sfida, di dare il via alla costruzione degli Stati uniti d’Europa, ma questo dipenderà molto dalla nostra credibilità, il Governo e il Parlamento hanno cominciato a lavorare, come lei ha ricordato, bisogna fare in fretta le nostre riforme.