September 2017
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    Dichiarazione di voto dell’On. COSTA

     

    costa

    Dichiarazione di voto dell’On. COSTA in merito al “Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: Ferranti ed altri; Costa: Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili”

    ON. COSTA ENRICO

    Signor Presidente,

    parlo come relatore, anche a nome della collega Ferranti, sull’ultima votazione di questo provvedimento e lo faccio per ribadire l’ultima volta quelle che sono state le ragioni che ci hanno portato, anche, in determinate circostanze, a respingere emendamenti dell’opposizione. Lo faccio perché riteniamo di aver messo mano, e lo abbiamo fatto sulla scia, sull’onda di quanto fatto nella scorsa legislatura e presentato dal Governo nella scorsa legislatura, a una disciplina e a una norma che non è una norma tampone come taluni hanno evidenziato. Si tratta di una norma organica, di una disciplina nuova, di una radice nuova che abbiamo voluto inserire nel nostro ordinamento. Questo vale per la messa alla prova che è un istituto mutuato dal diritto minorile ma in molti altri ordinamenti è presente, ma vale anche per la detenzione domiciliare come pena principale, come pena principale laddove il giudice, alla luce di determinati parametri, ritenga di applicarla perché più adeguata rispetto alla detenzione in carcere. Proprio per questo, come relatori respingiamo quanto emerso anche da alcuni articoli di stampa dove questa legge viene etichettata come una legge «libera tutti», come una legge che favorisce i delinquenti. Questa è una norma di civiltà giuridica, è una norma che punta ad adeguare al caso concreto la sanzione detentiva ai domiciliari o detentiva in carcere, da applicarsi. È una norma che consente di avviare un percorso anche di ridefinizione della pena nel nostro ordinamento. La pena deve avere una funzione rieducativa; siamo convinti che la pena oggi, nel nostro ordinamento, così come è applicata, abbia una funzione rieducativa ? E non è una norma tampone per cercare di liberare le carceri e dare ossigeno alle carceri che in questo momento faticano con oltre 65 mila detenuti al loro interno.  Perché devo dire che la priorità, se proprio si dovesse intervenire per ridurre il numero dei detenuti, secondo me – e questa è una valutazione personale –, è intervenire sulla custodia cautelare. Lo sappiamo che su 65 mila detenuti 25 mila sono in custodia cautelare e la metà di questi devono ancora attendere il giudizio di primo grado. È uno strumento adeguato o è un’anticipazione di quella che è la sanzione ? Queste sono riflessioni che anche sull’onda di questo provvedimento, che ritengo essere una disciplina organica, debbono essere affrontate dal Parlamento. Lo sta facendo la Commissione, lo sta facendo il Senato, in questo momento, anche su altri fronti sul decreto-legge posto in essere dal Governo. Quindi ci abbiamo messo la faccia su questo provvedimento, anche a costo di avere delle critiche – che riteniamo gratuite, che riteniamo infondate – dalla stampa, in questi giorni. C’è stato un dibattito franco, c’è stato un dibattito schietto, però riteniamo che l’impalcatura del provvedimento abbia una sua dignità e dia al nostro Paese una normativa di grande civiltà giuridica.