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    Intervento dell’on. D’ALESSANDRO

     

    lucaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    Intervento dell’on. D’ALESSANDRO in merito alla “Discussione del testo unificato delle proposte di legge: Burtone; Vendola ed altri; Francesco Sanna ed altri; Micillo ed altri: Modifica dell’articolo 416-ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico-mafioso”

    On. LUCA D’ALESSANDRO

    Signor Presidente, onorevoli colleghi.

    Il testo che approda oggi in aula e che è stato approvato dalla II Commissione (giustizia), ha visto un’approvazione all’unanimità e questo risultato, che possiamo giudicare assolutamente importante e straordinario per le mediazioni che ci sono state all’interno della Commissione, è arrivato grazie anche al contributo, direi importante, del gruppo del Popolo della Libertà. Esso nasce da un’esigenza specifica e profonda di modificare l’articolo 416-ter sia per l’indeterminatezza che esso aveva prima, sia per un errore, come è già stato detto in quest’Aula, che esso portava con sé. Infatti, nella infelice determinazione dell’articolo 416-ter, si faceva riferimento a un articolo 416-bis dove però non era compreso il riferimento alla promessa di voti. Quindi, in qualche modo, noi andiamo ad intervenire su una materia che, da una parte, corregge un errore e, dall’altra, crediamo che codifichi un comportamento delittuoso in maniera chiara anche per evitare che ci sia quell’aleatorietà che, in qualche maniera, possa portare da una parte, all’indeterminatezza del reato – sicché ci possa essere da parte anche degli organi inquirenti una discrezionalità che potrebbe far male anche per quanto riguarda le indagini e dall’altra parte, fare in modo che sia finalmente chiaro questo reato, sì da punirlo in modo severo.
    L’esigenza di modificare l’articolo 416-ter muove dal fatto che la definizione del prezzo dello scambio, prevista nel testo attuale, è riferita esclusivamente in termini monetari, cioè alla semplice erogazione di denaro. Già in quest’Aula è stato detto che è importantissima la introduzione delle «altre utilità», perché in questa maniera finalmente si introduce un elemento ulteriore quale può essere l’assunzione, quale può essere il conferimento di un incarico, quale può essere comunque un qualche cosa tipo un appalto che, indirettamente, porta del denaro o comunque sicuramente porta dei vantaggi. Come detto, quindi, data la varietà delle prestazioni che si possono avere con lo scambio politico-mafioso e che anche solo indirettamente costituiscono uno scambio di denaro, ma possono rappresentare anche altro, in passato questa norma, così costruita, aveva impedito sostanzialmente che il patto tra politico e mafioso potesse essere efficacemente contrastato dal nostro ordinamento. Il nuovo testo, quindi, ha come obiettivo quello di circoscrivere il reato che rischiava, come ho detto, di essere troppo aleatorio e, quindi, inefficace sia sotto il profilo della punibilità, sia sotto il profilo delle polemiche politiche che ne potevano seguire nel momento in cui ci fossero delle inchieste.
    L’elemento importante del reato di scambio politico-mafioso è, quindi, rappresentata da quella che è la consapevolezza del reato. Sotto questo punto di vista il PdL ha avuto parte attiva e rivendica questa parte attiva nell’introduzione di questo inciso perché la consapevolezza è fondamentale ed è importante che due soggetti che stanno stipulando un patto per commettere un reato abbiano consapevolezza del reato che si va a commettere.
    Altrimenti, come ho detto prima, si rischia in qualche maniera di mantenere tutta un’aleatorietà che non produce gli effetti che si vogliono avere rispetto al reato che vogliamo perseguire.
    Ad integrazione della maggiore efficacia della fattispecie del reato, poi, il primo comma dell’articolo 416-ter, in cambio del procacciamento dei voti, non prevede più l’erogazione di denaro, come ho detto, ma anche di «altra utilità» e quindi altro vantaggio, come ho detto, o profitto di natura economica, che possa essere diretta o indiretta. Io ritengo che questo passaggio sia fondamentale, perché negli ultimi anni noi abbiamo assistito a tutta una serie di comportamenti che in qualche modo rimanevano al confine tra il vantaggio che si veniva ad acquisire durante lo scambio elettorale e poi, dopo, l’effettivo risultato.
    Per quanto riguarda l’accettazione, la cosa importante è che questa, e quindi il reato, si consumi nel momento in cui essa avviene, quindi è importante il momento della consumazione del reato.
    Per quanto riguarda invece la pena, il testo unificato prevede la reclusione da 4 a 10 anni, riducendo dunque la pena attuale, che era da 7 a 12 anni. Questa pena è identica a quella prevista per il delitto di associazione mafiosa. Nel corso dell’attività conoscitiva svolta dalla Commissione giustizia è stato infatti sottolineato che il concorso esterno in associazione mafiosa, connotato dal mantenimento e dal rafforzamento dell’associazione mafiosa, viene punito con la pena da 7 a 12 anni. Si è scelto quindi di modificare la pena prevista all’interno dell’articolo 416-ter, che contiene una fattispecie di reato che è indipendente dall’effettivo rafforzamento dell’associazione criminale. In altre parole, noi andiamo a colpire un comportamento specifico. È vero che l’associazione criminale di fatto, contribuendo all’elezione del singolo parlamentare, si può rafforzare, perché di fatto rafforza la sua rappresentanza condizionando l’attività parlamentare di un singolo esponente, ma i due reati, cioè l’associazione mafiosa o il concorso esterno in associazione mafiosa, ed il reato di scambio politico-mafioso sono assolutamente distinti sotto il profilo della condotta generica, perché per il fatto che uno accetti il voto di scambio, non per questo viene integrato come possibile mafioso.
    Per quanto riguarda poi il testo del disegno di legge, noi come Popolo della Libertà rivendichiamo il ruolo avuto per arrivare a questa formulazione. Siamo certi che in questo modo si riuscirà ad evitare da una parte che effettivi reati commessi ai sensi dell’articolo 416-ter, quindi lo scambio politico-mafioso, non vengano poi puniti – mentre vanno assolutamente perseguiti in modo severo – ma allo stesso tempo noi in questo modo, con questa formulazione, siamo certi che riusciremo ad evitare per il futuro tutte quelle fattispecie in cui un’eccessiva aleatorietà possa portare ad una discrezionalità del comportamento dei pubblici ministeri e delle inchieste, che in qualche modo, in passato, hanno potuto essere soggetti a critiche, poiché non sempre è facile poi individuare il confine tra un comportamento di accettazione, e quindi di accordo effettivamente compiuto per quanto riguarda l’accettazione di voti (e quindi torniamo alla parola consapevolezza), e altro. Per tali motivi noi sosteniamo convintamente questo disegno di legge.