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    Intervento dell’ on. SISTO

     

    Sisto

     

    Intervento dell’ on. SISTO in merito alla “Discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”

     

    On. FRANCESCO PAOLO SISTO

    Signor Presidente,

    qualche secondo doverosamente lo devo spendere. In genere, si ringrazia coloro che hanno cooperato per un provvedimento al termine dei lavori: io voglio farlo all’inizio, perché mi sembra doveroso per come le Commissioni I e V – posso dire con la presidenza del presidente Boccia e di chi vi parla – hanno lavorato, con grande alacrità, con ben tre sedute notturne. Per cui, credo che sia indispensabile rappresentare al Parlamento che grazie alla grande abnegazione dei funzionari, che sono stati sempre a disposizione, ma i colleghi parlamentari, maggioranza e opposizione, con pari intensità e con pari impegno, hanno contribuito a che si potesse raggiungere il risultato di portare il provvedimento in Aula, con un lavoro che non esito a definire approfondito, qualche volta incompleto; ma la necessità, qualche volta, costringe a delle riflessioni che possono non essere completamente esaustive. Ringrazio anche il Governo, nella persona soprattutto del sottosegretario De Vincenti, ma anche il Viceministro Fassina e il sottosegretario Baretta, che sono stati nostri compagni costanti e presenti nelle notti che abbiamo passato a studiare e discutere questo provvedimento. È un provvedimento che ha uno scopo: quello di dare una spinta, tenendo conto, però, della necessità di risparmio e di migliore organizzazione di determinati sistemi, agendo non isolatamente per quadranti, ma con una specificità organizzata e organica.

    Tutto ciò cercando di raggiungere, sia pur nel dettaglio, qualche volta, come posso dire, esasperato, di taluni provvedimenti, una organicità che possa consentire se sommata e messa in rete, e quando dico rete mi riferisco proprio a talune parti del provvedimento, un risultato che, complessivamente, possa dare al Paese una nuova chance di ripartenza. Se questo è il leitmotiv, la struttura, il filo, il fil rouge che ha legato tutte queste scelte, passo immediatamente ad illustrare quelle che sono state alcune modifiche avvenute nelle Commissioni su alcuni importanti quadranti. L’agenda digitale è stata modificata dalle Commissioni ed è importante che l’intervento delle Commissioni sia stato qualche volta, addirittura, radicalmente modificativo di quello che era il tessuto disegnato nel provvedimento originale, perché è stata individuata, nell’articolo 13, la composizione della cabina di regia: la vigilanza sull’Agenzia per l’Italia digitale è stata concentrata sul Presidente del Consiglio, che ha piena competenza per l’approvazione dello statuto dell’Agenzia; sono stati soppressi i poteri ministeriali di proposta e di concertazione, sia per la nomina del direttore generale sia per la determinazione della dotazione organica dell’agenzia, diminuita da 150 a 130 unità. Questa è una delle caratteristiche del provvedimento, cioè intervenire in diminuzione rispetto alle originarie composizioni numeriche di organi. La presidenza dell’organismo è attribuita al commissario del Governo, è stato aggiunto il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali come componente della cabina di regia; è stata introdotta, con efficacia vincolante, la procedura ad evidenza pubblica per la nomina del direttore generale. Anche questa è una delle caratteristiche per la ricerca di una maggiore trasparenza nell’ambito delle procedure. Sono tutti segnali che nel nostro sistema sono stati recepiti e che hanno trovato un’utile occasione di conferma, sia pure con diverse sensibilità dovute, queste sì, alla necessaria diversità dei settori in cui si è intervenuti. L’articolo 13-bis si occupa di linee guida per l’accreditamento di conformità alla normativa in materia di contratti pubblici; l’articolo 14 si occupa di misure per favorire la diffusione del domicilio digitale e introduce la possibilità per il cittadino di richiedere di attivare, quale proprio domicilio digitale, una casella di posta elettronica certificata governativa contestualmente alla fase di richiesta del rilascio gratuito del documento digitale unificato, con tre modifiche: la previsione, che era facoltativa nel testo vigente, è stata mutata in automatica; la casella di posta elettronica è assegnata non solamente al momento della richiesta del documento unificato, ma anche all’atto dell’iscrizione anagrafica; il documento unificato sostituisce a tutti gli effetti il tesserino di codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle entrate. L’articolo 16 si occupa dei livelli minimi dei requisiti di sicurezza, di capacità elaborativa e di risparmio energetico e le modalità di consolidamento e razionalizzazione dei centri di elaborazione dati delle pubbliche amministrazioni. L’articolo 16-bis modifica la disciplina del furto di identità, prevedendo la possibilità, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di rideterminare le misura delle componenti e del contributo. L’articolo 17 introduce il fascicolo sanitario elettronico, una novità in qualche maniera importante che ha subito modifiche nel corso dell’esame in sede referente: vengono modificati i termini e in qualche modo il fascicolo sanitario elettronico diventa un must anche per le regioni che volessero avere accesso al finanziamento integrativo a carico del Servizio sanitario nazionale. L’articolo 17-bis modifica alcune norme in tema di Istituto Poligrafico dello Stato per la ridefinizione delle carte-valori; l’articolo 17-ter si occupa del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese. Tutti articoli, questi, che hanno trovato nelle Commissioni utili ragioni di essere, secondo me, utilmente modificati. Posso passare, quindi, alle semplificazioni. L’articolo 28, che introduce il diritto a chiedere un indennizzo da ritardo della pubblica amministrazione – e mostra anche qui il tentativo di dare alle imprese qualche chance in più per ottenere un più sollecito ottenimento dei propri diritti – è stato modificato nell’ambito procedimentale con dei termini diversificati a seconda del tipo di intervento che viene sollecitato. L’articolo 29-bis viene introdotto dalle Commissioni in ordine al tema delle incompatibilità, stabilendosi una «non incompatibilità» per coloro che abbiano assunto cariche pubbliche elettive di natura monocratica relative ad organi di Governo ed enti pubblici con popolazione superiore a cinquemila abitanti e fino a quindicimila abitanti. L’articolo 30 è stata una delle norme più discusse, ci si occupava di sagome e di possibilità di modifica delle sagome nell’ambito di ristrutturazioni e direi che la soluzione è stata trovata con una intesa lungamente perseguita – e devo dare atto al Governo di grande pazienza su questo punto – e la pazienza ha portato ad un risultato che potete leggere nella nuova formulazione appunto dell’articolo 30 che, con maggiore dettaglio cerca di andare incontro a tutte le esigenze che sono state qualche volta vivacemente manifestate nel dibattito nelle Commissioni. L’articolo 31 introduce disposizioni di semplificazione in materia di Documento unico di regolarità contributiva. Devo dire, sull’articolo 30, che forse qualche cosa di più si poteva fare, nel convincimento che la ripresa di determinati settori nasce anche superando taluni scogli e talune prese di posizione che, a mio avviso, qualche volta ingiustificatamente si affacciano nella cultura di ciascuno e che impediscono sostanzialmente un passo in avanti.

    I passi in avanti costano qualche rinuncia anche sul piano culturale e l’economia qualche volta va preferita rispetto a dei pilastri che qualche volta sono di argilla e non certamente di cemento armato. Tornando all’articolo 31, esso si occupa di semplificazione materia di Documento unico di regolarità contributiva e ci sono delle modifiche. L’articolo 32 interviene in tema di sicurezza sul lavoro, con alcune norme organizzatorie non certamente secondarie. L’articolo 33 si occupa della cittadinanza da parte degli stranieri nati in Italia in caso di un inadempimento riconducibile ai genitori o agli uffici della pubblica amministrazione. Si tratta di una modifica che certamente semplifica la soluzione di determinati problemi. L’articolo 35 prevede la semplificazione in materia di sicurezza sul lavoro per le prestazioni lavorative di breve durata. L’articolo 37 concerne percorsi sperimentali di semplificazione amministrativa per gli impianti produttivi e le iniziative ed attività di impresa tramite lo strumento delle convenzioni. L’articolo 39 – parlo sempre delle modifiche delle Commissioni – si occupa di estendere l’efficacia quinquennale dell’autorizzazione paesaggistica nel caso di lavori iniziati nel quinquennio decorrente dalla data di rilascio dell’autorizzazione a tutta la durata dei medesimi lavori. È una norma, anche questa, che cerca di andare incontro a delle difficoltà di carattere spesso burocratico. Essa, inoltre, ripristina la società ARCUS Spa con dei criteri che vengono poi individuati nella stessa norma. L’articolo 41 si occupa di alcune norme in materia ambientale: la semplificazione della disciplina delle acque di falda; la possibilità, al comma 3-bis, di utilizzare materiale di scavo provenienti dalle miniere dimesse. I commi 6, 6-bis, 6-ter, 6-quater e 7 riguardano la situazione di criticità della gestione dei rifiuti in Campania, con nomina con decreto del Ministro dell’ambiente di uno o più commissario ad acta per provvedere alla realizzazione dell’avvio della gestione degli impianti nella regione Campania (anche qui vi è un intervento molto diretto). Il comma 6-quinquies introduce una disposizione che si occupa del contenzioso, e posso passare direttamente – dopo aver non dimenticato gli articoli 7-bis, 7-ter e 7-quater sugli impianti geotermici pilota con competenza esclusivamente statale, che vanno assoggettati a valutazione di impatto ambientale statale e sono esclusi dalla cosiddetta normativa Seveso – all’articolo 41-bis, che si occupa di assoggettare a regime di sottoprodotti dei materiali da scavo prodotti nei piccoli cantieri nel corso delle attività e di interventi autorizzati in base alle norme vigenti, in deroga a quanto previsto dalle norme vigenti. Il produttore deve quindi dichiarare all’ARPA il rispetto di una serie di condizioni. Riprendono quindi piede e importanza – ne abbiamo già visto un esempio nel «decreto Ilva» – i controlli amministrativi sul territorio che, ripeto, consentono un monitoraggio costante di quello che accade in determinate iniziative «rischiose». L’articolo 41-ter si occupa dell’esclusione di talune tipologie di impianti di attività agricola dal novero degli impianti assoggettati all’autorizzazione alle emissioni in atmosfera, integrando rispettivamente gli elenchi degli impianti e delle attività non sottoposte alla predetta autorizzazione. L’articolo 42-bis introdotto dalle Commissioni, introduce invece semplificazioni relative alle verifiche condotte dall’INPS sull’accertamento delle invalidità. L’articolo 42-ter, introdotto dalle Commissioni, interviene in materia di benefici previdenziali per i soggetti esposti all’amianto, con una serie di previsioni di meccanismi tesi a salvaguardare la posizione di determinati soggetti. L’articolo 43 riguarda la trasmissione al sistema informativo trapianti (SIT) dei dati relativi al consenso o diniego alla donazione di organi e tessuti nel caso in cui questi siano stati inseriti nella carta di identità. Viene stabilito che il consenso o il diniego alla donazione degli organi confluisca nel fascicolo sanitario elettronico di cui all’articolo 12 del decreto-legge n. 179 del 2012. Sono stati aggiunti due commi, con l’articolo 44, alla normativa prevista dal decreto-legge n. 158 del 2012, al fine di garantire tempi rapidi alla dispensazione a carico delle servizio sanitario nazionale di speciali categorie di farmaci, razionalizzando e semplificando le procedure di classificazione di rimborsabilità di competenza dell’Aifa. Sono previsti percorsi privilegiati, quindi, per farmaci che abbiano una maggiore rilevanza. L’articolo 45-bis, introdotto dalle Commissioni, reca disposizioni in tema di abilitazione all’uso di macchine agricole, prevedendo, in particolare, che in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome possano essere individuate le condizioni considerate equivalenti alla specifica abilitazione. L’articolo 46 reca disposizioni sull’Expo, e sono stati aggiunti tre commi con determinate caratteristiche. L’articolo 47-bis incide sulla disciplina della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi.

    Viene ridotto anche qui – come vedete, è una costante – il numero dei componenti, che passano da dodici a dieci. Possono essere nominati magistrati in quiescenza con criteri deliberativi.

    L’articolo 48 si occupa del Codice dell’ordinamento militare, introducendo una norma di cooperazione con altri Stati, per i materiali di armamento prodotti dall’industria nazionale.

    Articolo 49-ter: obbligo per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sottoscritti dalle pubbliche amministrazioni a partire da tre mesi successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, di acquisire la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale tecnico-organizzativo ed economico-finanziario solo attraverso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici.
    Parliamo adesso della giustizia, dall’articolo 62 all’articolo 85; si tratta di norme per la maggiore efficienza della giustizia e la riduzione del contenzioso civile pendente, compreso quello in materia di lavoro e di previdenza. Quali sono le caratteristiche ? Giudici ausiliari onorari, la collaborazione di laureati qualificati in giurisprudenza nel supporto magistrati presso uffici di primo grado e di appello, aumento organico dell’ufficio massimale della Corte di Cassazione, il ripristino della conciliazione obbligatoria ma con determinate condizioni ed una serie di ulteriori misure di razionalizzazione.
    L’articolo 63, ai fini della deflazione del contenzioso civile pendente, introduce 400 giudici ausiliari per la definizione ogni anno di 36 mila procedimenti, 90 per ogni giudice; per quanto riguarda le categorie che possono fare domanda, vi sono state delle estensioni, ci sono anche i magistrati onorari e comunque si è privilegiato una serie di soggetti «ancora giovani», lo dico tra virgolette, cioè in condizioni di poter garantire con efficienza anche fisica un reale supporto alla soluzione dei problemi.
    L’articolo 65 si occupa delle piante organiche con modifiche delle condizioni, le modalità di presentazione della domanda. L’articolo 69 fa riferimento alle incompatibilità per avvocati che siano soci o associati. L’articolo 73 fa riferimento agli stage formativi di 18 mesi per i laureati più meritevoli delle facoltà di giurisprudenza, un criterio meritocratico: 105 per laurea, 27 su 30 di media per le materie di rilievo, 30 anni l’età massima degli stagisti. C’è di tutto per poter, diciamo così, incoraggiare i più meritevoli ad essere ben addestrati ed informati in occasioni certamente rilevanti.
    Quanto alle preferenze ai corsi di perfezionamento in materie giuridiche successivi alla laurea, anche qui si cerca di stimolare l’approfondimento per il raggiungimento di determinati obiettivi.
    Si è citata la tipologia dei programmi che devono essere formati in sinergia, anche su questo si è dato molto importanza, tra magistratura e avvocatura, dandosi all’avvocatura un ruolo certamente rilevante nella formazione culturale di coloro che si devono occupare di problemi giuridici. L’articolo 74 riguarda i magistrati assistenti di studio della Corte di Cassazione, un supporto di ulteriori magistrati per definire l’arretrato civile: 30 unità all’ufficio del massimario e del ruolo.
    Articolo 75: più selettivo l’intervento del pubblico ministero; quanto all’articolo 76 ,nella divisione giudiziale si è stabilito che, quando vi è l’accordo, ci si può rivolgere al tribunale con la nomina di un notaio o di un avvocato con potere di autentica delle firme, per poter risolvere questo problema consensualmente.
    Articolo 77: conciliazione giudiziale, con facoltà del giudice di formulare una proposta «intelligente», lo dico tra virgolette, cioè che prenda le mosse dal caso concreto e non sia obbligatoria tout court e con l’impossibilità di dare a questa proposta un valore poi di successiva ricusazione del giudice che l’ha formulata e, certamente, il rifiuto della conciliazione non potrà avere influenza sulla lettura dello sviluppo successivo del giudizio.
    L’articolo 79 ha un passaggio importante; le Commissioni hanno escluso che, nella semplificazione della motivazione della sentenza, si possa fare esclusivo riferimento ai precedenti conformi. È un passaggio importante, cioè dire che il giudice non possa riposare o far riposare la sua decisione solo sul precedente conforme vuol dire che non si può introdurre una causa, un meccanismo di common law in un sistema di civil law, cioè è evidente che il giudice deve far riferimento, questo è stato il parere delle Commissioni, certo agli scritti difensivi e agli altri atti di causa ma giammai soltanto ai precedenti conformi. Mi sembra una decisione di particolare saggezza che va rimarcata.
    L’articolo 80 ha soppresso il foro delle società con sede all’estero: si era creato un imbuto Milano-Roma-Napoli per questo tipo di cause, mi sembra che anche qui le Commissioni con un dibattito, devo dire, facilmente unanime, hanno soppresso questo comma.
    All’articolo 82, comma 3-bis, sono state stabilite delle norme in tema di cooperative di lavoro di rilevanza. L’articolo 83 ha introdotto delle regole sulla formazione delle commissioni per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, con scelta prioritaria di magistrati in pensione e solo secondariamente di quelli in servizio.
    L’articolo 84 si occupa della mediazione. Era uno dei settori più delicati: è stata reintrodotta, nonostante la sentenza della Corte costituzionale solo per l’eccesso di delega, la n. 262 del 2012, una obbligatorietà – anche qui uso questo termine – «intelligente» della mediazione, perché è una obbligatorietà a tempo, ha un carattere sperimentale di quattro anni, vede obbligatoriamente l’assistenza di un avvocato, ha soppresso l’obbligo per il giudice che prescrive la mediazione di indicare l’organismo al quale rivolgersi; la mediazione è sì condizione di procedibilità dell’azione, e si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza l’accordo. Il mediatore fissa un incontro a 30 giorni fra le parti: fissa il primo incontro, c’è l’assistenza del difensore. Attenzione: è previsto il principio della gratuità della mediazione quando il primo incontro, che pur costituisce condizione di procedibilità, non conduce all’accordo.
    L’articolo 84-bis, introdotto dalle Commissioni riunite, novella l’articolo 2.643 del codice civile inserendo tra gli atti soggetti a trascrizione l’accordo di mediazione che accerta l’usucapione.
    Il lavoro delle Commissioni quindi ha avuto modo, sia pur nei diversi settori, di avere devo dire una grande attenzione; credo che, da questo punto di vista, il dibattito in Aula potrà essere sicuramente fonte di ulteriore spunto di approfondimento, di contraddittorio, ma se dovessi esprimere un mio personale giudizio, il «bonsai» che c’è stato nelle Commissioni ha già consentito di apprezzare come ciascuna forza politica abbia portato un utile contributo. Voglio citare una norma sull’Expo che ho dimenticato, ma ci tengo particolarmente: una norma che ha introdotto l’obbligo per l’Expo di pubblicare su rete, e quindi di rendere pubbliche, le spese che vengono sostenute. Una norma che è stata sostenuta in Aula, che ha trovato la sua origine in un emendamento del MoVimento 5 Stelle e condiviso dai relatori, e che mi sembra possa essere il segnale forte che con questo tipo di provvedimento si intende offrire al Parlamento.